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Blog della FISTeL Emilia Romagna

giovedì 3 maggio 2012

Elsa Fornero in Alenia, per la Cisl meglio stare in ufficio a lavorare



“Stiamo vivendo il paradosso di un governo di professori che ora è costretto a rimediare agli errori che esso stesso ha creato”. Giuseppe Farina, segretario generale della Fim, braccio metalmeccanico della Cisl, prende in mano la matita rossa e blu per segnare gli errori e le contraddizioni di una riforma che rischia di non risolvere, ma anzi di complicare ancora il mercato del lavoro, già appesantito dalle conseguenze della crisi economica. Panorama.it lo ha sentito per commentare ledichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, rilasciate stamane durante un incontro all’Alenia organizzato dalla Fiom.
“Ci si sarebbe aspettato da un governo di tecnici una maggiore competenza, soprattutto da un ministro come Fornero, nota nel mondo accademico come esperta di welfare. E invece siamo ancora qui a risolvere il problema degli esodati. Un problema creato appunto da questa riforma, non certo da lavoratori e sindacati” puntualizza Farina che rimprovera soprattutto all’attuale esecutivo di usare due pesi e due misure.
Fornero oggi infatti, ha ammesso che la riforma non è perfetta, ma è “giusta”. Eppure secondo Farina è il frutto di un governo “troppo muscolare con i dipendenti e i sindacati” e allo stesso tempo “troppo prudente verso certi settori economici e finanziari e che non ha mostrato lo stesso decisionismo sulle liberalizzazioni”.
Decisionismo, poi, che non può essere certo giustificato con la fretta imposta dai mercati. Anche perché “si possono fare le cose in tempi stretti, ma gestendo bene la trattativa e ascoltando tutti i sindacati, invece si è deciso di farlo in fretta e senza ascoltare le parti sociali, con il rischio di saltare in un passaggio parlamentare” aggiunge.
E non mancano i passaggi oscuri. Come quello sui ricollocamenti. Il ministro Fornero oggi ha detto che una persona a 50 anni debba essere aiutata a trovare un nuovo impiego.
Ma Farina ha più di un dubbio a proposito: “Non si capisce come il governo voglia farlo. Invece noi abbiamo bisogno di soluzioni, di possibilità concrete, non di auspici. Vogliamo capire con che strumenti si possa aiutare chi perde il posto, e soprattutto a 50 anni, a essere reinserito: Fornero ce lo deve dire. Trovo contradditoria, invece, una riforma il cui obiettivo è agevolare l’ingresso dei giovani, ma che allo stesso tempo non risolve il problema degli ammortizzatori e delle pensioni, senza le quali è difficile migliorare le condizioni di ingresso”.
Eppure stamane il ministro una via “concreta” per un cambio di mentalità nel nostro Paese l’ha indicata: il modello tedesco. “Peccato che in Germania i sindacati fanno i sindacati, e i ministri fanno i ministri: stanno in ufficio a lavorare per risolvere i problemi e non vanno in giro a illustrare le riforme, a parlare” chiosa invece Farina.
Che alla fine della riforma salva solo due obiettivi: il tentativo di ridurre la flessibilità in entrata e di allargare la platea di chi può beneficiare degli ammortizzatori. Peccato però che il problema non sia il fine, ma di metodo.
massimo morici
Lunedì 23 Aprile 2012

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